Che rosa non è

Ha i pizzi, gli inserti, i merletti. Ma soprattutto è rosa, molto rosa ed è il primo vestito “scelto” da Piccolé (a cinque mesi e mezzo). Lo ha arraffato dal cassetto, mentre cercavo una tutina da metterle. Lo stringeva con soddisfazione e sventolava di qua e di là come un trofeo. Quando alla fine lo ha lasciato andare, glielo ho messo. E’ un vestito bellissimo, ma ancora non lo aveva mai provato perché io, con il rosa, ho un problema.

Non capisco perché le bimbe debbano avere un solo colore a loro disposizione e i bimbi tutti gli altri. Vesto la piccola di arancione, verde, blu, grigio, rosso, giallo e mi dicono “ma perché la vesti da maschio?”. Potrei rispondere perché “il rosa puzza”, come lo slogan di una campagna inglese contro gli stereotipi di genere (Pinkstinks), per questo va preso a piccole dosi.

Io, per me, ho la custodia del telefono rosa, e il beauty-case, una maglietta, un paio di smalti e pure un vestito, ma non andrei mai in giro color confetto dalla testa ai piedi e non vedo perché dovrei mandarci la mia bambina. Quello che non avevo immaginato è che lei potesse già dire la sua a questo proposito.

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