Sotto scorta

Tra colleghi

– Non ci siamo mai incontrati perché mi sono trasferito da poco e sto quasi sempre chiuso in redazione. Ho una situazione un po’ particolare.
– Particolare?
– Sono sotto scorta.
Ok, per fare questo lavoro c’è chi ha problemi più grossi di una poppata da non mancare. In questi strani, convulsi, pienissimi giorni rischiavo quasi di dimenticarmene.
ps In francese trantran si dice metro-boulot-dodo (in metropolitana-a lavoro-a nanna). Non ci potrebbe essere espressione più adatta per raccontare questi giorni.

Metro – Misteriosamente ho ritrovato nel portafoglio una vecchia Oyster card di Londra e nessuna traccia della Metrebus che uso tutti i giorni. Per un attimo mi sono illusa che anche la metro fosse cambiata e, passati i tornelli, avrei trovato le 275 fermate inglesi al posto di quelle romane.
Lavoro – Un paio di giorni di assestamento in redazione, poi il primo appuntamento di seguire: inizio ore 18.30. Sono arrivata a casa dopo le 9, chi ben comincia…
Nanna – Piccolé è sempre stata una dormigliona, ma proprio adesso ha deciso di svegliarsi di notte. Risultato: il sonno è diventato una vera ossessione. Sono arrivata ad addormentarmi in metro e a perdere la mia fermata. In qualche modo comunque sono giunta a venerdì, stasera posso andare in letargo e non svegliarmi fino a lunedì.

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