La carta d’identità di Piccolè a un mese: she’s got a ticket to ride

C’è scritto: statura 59 centimetri. Capelli castani. Occhi azzurri. Le voci “stato civile” e “professione” sono rimaste bianche. Del resto, cosa avremmo potuto mettere: ciucciatette full time? Pigrona a tempo indeterminato? Tap model? Drama queen? Piccolé ha fatto la sua prima carta d’identità e io mi sono commossa. È da quando ho scoperto di aspettare un bambino (e anche prima) che immagino di viaggiare insieme. Ora finalmente stiamo per farlo, mancano solo poche settimane. Abbiamo escluso le mete troppo lontane, troppo calde, troppo rischiose e preso i biglietti. Ora ci rimane solo da partire.

ps Prego apprezzare il coraggio con cui pubblico un video dei Beatles nonostante l’avversione di A per gli “scarafaggi di Liverpool” e la sua nota tolleranza musicale.

Ti potrebbe interessare anche

Nessun commento

  1. Non ti preoccupare, li sentirà, li sentirà… Ci ribelleremo insieme alla censura paterna. Anzi, grazie allo zio diciottenne, fan sfegatato, già quando era nel pancione Piccolé è stata a delle "lezioni" sui Beatles con i critici Ernesto Assante e Gino Castaldo, le davano all'Auditorium.

  2. Il tuo A. che mi perdoni ma DEVI farle ascoltare un pò di Beatles assolutamente! 😀

    Altrimenti sai che traumi le potrai procurare lasciandola agli accordi malsani dei gruppeti odierni! Mi raccomando però di non esagerare… perché poi finirebbe come me, che sotto la doccia canticchio le loro canzoni più sconosciute… sigh… roba come Misery o Anna o Getting better!

    E appunto la canzone mi è venuta appena letto il titolo… con la risposta "But she don't caaaare"!

    Ora al sodo: la destinazione scelta? Spagna o Portogallo scommetterei ma anche il sud francese non è male. Buon viaggio! 🙂

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.