Postini sull’orlo di una crisi di nervi

Vedo un motorino delle poste parcheggiato sotto casa e un ragazzo giovane giovane con la faccia simpatica.
– Buon giorno, è lei il postino? –
– Si, sono nuovo. –
– Scusi, non so se posso chiedere a lei… È che sono abbonata a una rivista e da qualche settimana non mi arriva più. –
– Non me ne parli, è un disastro! Un mese fa quella che faceva questo giro, la bionda, se n’è andata e non l’hanno sostituita. Non può capire che macello! Non ha consegnato niente nessuno e poi hanno mandato me, che sono nuovo. È il panico, deve vedere che arretrati, ho dovuto ricominciare dalle raccomandate. – alza la voce – Trovo raccomandate di fine agosto! Io non ci dormo la notte, non mangio più e la gente è incavolata nera. Fanno bene, ma io sono precario, se questi protestano a me mi lasciano a casa, e poi come faccio? – quasi piangendo – Ma è vita questa? –
– Coraggio! Non faccia così, vedrà che riuscirà a consegnare tutto senza problemi. E poi per la mia rivista non è grave… tanto con la bambina ho pochissimo tempo per leggere. Se la ricevo o no, in fondo, è quasi lo stesso. –
– Comunque se mi dà il suo nome e il titolo della rivista gliela vado a cercare e gliela porto. –
Gentile e paranoico, il postino sclerato è il nuovo degno acquisto del nostro quartiere.

Ps Le esplorazioni con Piccolé si estendono. Siamo arrivate a piedi quasi al fiume con un coraggio da vere pioniere. Lei è sempre più grande, una gigante. A meno di un mese è dovuta passare dalla culla al lettino, se va avanti così tra un po’ mi si mangia tutta intera.

* Foto di Martina

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  1. Cose da pazzi. Il mio postino, alla fine, è stato di parola. Oggi ho trovato le famose riviste e, tra tante lettere arretrate, c'era anche la prima busta indirizzata a Piccolé!

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