Come siamo finiti qua

C’era un ostello a Parigi. C’era una ragazza di Roma che non sapeva dov’era Varese e un varesotto indignato. Tutto cominciò con un “Hi! Do you know what bed is free?”.
Doveva essere una cotta di fine estate. Da allora ci siamo inseguiti per sei case in giro per il mondo da Solbiate Arno a Urbana Illinois, ripassando da Roma, Parigi, Milano (come neanche un negozio di scarpe alla moda). Non ci siamo lasciati mai (per più di sei ore). 
Abbiamo viaggiato come non avremmo nemmeno pensato (soprattutto in treno tra Roma e Milano) e abbiamo anche vissuto insieme per quattro anni, poi le nostre strade si sono allontanate di nuovo. Ora lottiamo per riavvicinarle. 
Intanto ci siamo sposati, a settembre, con una grande festa in un parco di Roma. C’era molta birra e un pallone da rugby, secondo me ci porteranno fortuna.
ps Ho fatto la prima visita – il dottore è un incrocio tra Einstein e SuperPippo – non si vede ancora l’embrione, ma sembra che proceda tutto bene. Devo rifare l’eco tra due settimane. Che palle!

Questo post è stato pubblicato in origine sul blog 40 settimane (e mezzo). Reportage dalla mia gravidanza.

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