Certe notti, l’inno delle mamme in crisi di sonno

Bambini di mamme in crisi di sonno

Stanotte alle 4 mi sono ritrovata a cantare questa canzone. Ligabue mi perdoni, ma Certe notti, in questa versione, è perfetta come inno delle mamme in crisi di sonno.

Inno delle mamme in crisi di sonno

Certe notti tra ciucci e poppate
Non riesci a dormire e tu mamma lo sai
Certe notti il sonno non conta
Quello che conta è che ti rialzerai
Certe notti c’è il ragnetto Whisky
Che sembra avere più vita di te
Certe notti somigliano a un vizio
Che tu vuoi smettere, smettere sai

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Piacere, Picinin. Questionario di Proust per bambini

Questionario di Proust per bambini
Sei mesi fa nasceva il Picinin, in occasione di questo compimese il piccoletto ci ha concesso una rara intervista.
  1. Il tratto principale del tuo carattere? La pacioccosità.
  2. Qual è la qualità che apprezzi in un uomo? La barba.
  3. Qual è la qualità che apprezzi in una donna? La tetta.
  4. Cosa apprezzi di più dei tuoi amici? Le risate, se loro ridono rido pure io.
  5. Il tuo peggior difetto? Ciucciodipendenza notturna.
  6. Il tuo passatempo preferito? Suonare i cucchiaini.
  7. Cosa sogni per la tua felicità? Giocare con Piccolè (e sopravvivere).
  8. Quale sarebbe, per te, la più grande disgrazia? La perdita del ciuccio.
  9. Cosa vorresti essere? Un drago come il mio amico Wally.
  10. In che paese vorresti vivere? La fabbrica dei ciucci.
(Domande tratte dal Questionario di Proust).
ps Per i primi sei mesi di Piccolé avevo stilato invece un Bilancio semestrale da mamma.
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Prime pappe: 5 trucchi a prova di viaggio

Prime pappe fuori casa

Il momento delle prime pappe è arrivato. Lo riconosco dal fetore di verdure lesse che appesta la casa, dalle schifo-macchie di mela che coprono ogni cosa (e ci restano per sempre, secondo me sono proprio indelebili) e dalle cacche  del pupo non più così “innocenti”. Il Picinin sta diventando grande. Cominciare lo svezzamento per me significa una cosa prima di tutto: l’emancipazione dall’odiato tiralatte. Posso andare a lavorare (o, magari, anche uscire una sera a divertirmi) senza dovermi spremere il seno come la mucca Carolina. Quindi evviva le pappe, nonostante tutto!

 

Prime pappe per piccoli viaggiatori: ecco come ho fatto

Eppure c’è una cosa che rischia di rompere l’incanto. Con lo svezzamento all’improvviso uscire, che sia per una gita, una passeggiata, una vacanza o un grande viaggio, diventa più complicato. L’orario del pranzo incombe come una micidiale ora X che intralcia ogni programma. Per assurdo è più facile andare in giro con un neonato molto piccolo – di poche settimane – che con un bimbo poco più grande, già svezzato: se la mamma lo allatta, tutto quello di cui il bebè ha bisogno è la tetta e qualche pannolino. Con Piccolè, però, dopo qualche incidente con le prime pappe, ho trovato cinque trucchi per cavarmela anche lontano da casa.

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